umidità di risalita

L’umidità di risalita è l’acqua che dal terreno sale per capillarità nelle murature, lasciando macchie, efflorescenze saline e distacchi di intonaco nei locali al piano terra, nei negozi e nelle cantine. Va distinta dalla condensa, legata a ventilazione e riscaldamento delle singole unità, e dalle infiltrazioni da perdite: la diagnosi richiede un tecnico, con misure dell’umidità a diverse altezze e analisi dei sali. Le soluzioni vanno dalla barriera chimica per iniezione al taglio meccanico delle murature, dagli intonaci macroporosi ai sistemi di drenaggio e ventilazione delle fondazioni.

Fondazioni e muri maestri sono parti comuni (art. 1117, n. 1, c.c.): quando l’umidità dipende da queste strutture, gli interventi riguardano la conservazione di beni comuni e le spese si ripartiscono di regola per millesimi tra tutti i condomini (art. 1123 c.c.), salvo diversa previsione del regolamento contrattuale. Il condominio, come custode, può essere chiamato a risarcire i danni ai beni dei proprietari dei locali colpiti (art. 2051 c.c.), salvo che provi un caso fortuito o una causa imputabile al singolo. Per esempio, un negozio con muri perimetrali umidi fino a un metro di altezza può chiedere all’amministratore di mettere all’ordine del giorno il risanamento. In caso di contestazione conviene affidarsi a un tecnico e a un avvocato.