La riqualificazione energetica combina interventi sull’involucro (cappotto, isolamento di coperture e solai, sostituzione dei serramenti) e sugli impianti (nuovo generatore o pompa di calore, regolazione e contabilizzazione del calore, fotovoltaico) per ridurre il fabbisogno di energia. Il percorso tipico in condominio parte da un APE o da una diagnosi energetica, prosegue con il progetto e la delibera, e si chiude con il collaudo e un nuovo APE. Il codice civile qualifica queste opere come innovazioni agevolate (art. 1120, comma 2, n. 2, c.c.), e se individuate da APE o diagnosi bastano la maggioranza degli intervenuti e un terzo del valore (art. 26, comma 2, legge 10/1991). I serramenti e gli impianti interni restano a carico dei singoli condomini, salvo diversa delibera.
Gli incentivi fiscali (ecobonus, bonus ristrutturazioni, superbonus residuale, conto termico) sono cambiati più volte: aliquote e requisiti vanno verificati per l’anno di sostenimento della spesa. La direttiva (UE) 2024/1275 chiede agli Stati di ridurre progressivamente il consumo medio di energia primaria del parco residenziale entro il 2030 e il 2035; al novembre 2026 l’Italia non l’ha ancora recepita. Prima di deliberare conviene confrontare preventivi, tempi e piano finanziario con l’amministratore e un tecnico abilitato.