Alla chiusura dell’esercizio il rendiconto mette in evidenza le partite rimaste aperte. I residui attivi sono le somme di competenza dell’esercizio che il condominio deve ancora incassare, soprattutto quote non versate dai condomini morosi, ma anche rimborsi assicurativi attesi. I residui passivi sono i debiti di competenza dell’esercizio non ancora pagati, come fatture di fornitori o bollette di dicembre che scadono a gennaio. Nella pratica si parla anche di residuo attivo per indicare l’avanzo di gestione, cioè le somme raccolte e non spese.
La loro corretta indicazione è ciò che distingue un rendiconto redatto con il sistema misto di cassa e competenza indicato dalla Cassazione (sent. n. 25446/2025) da un semplice elenco di incassi e pagamenti. Sull’impiego dell’eventuale residuo attivo decide l’assemblea in sede di approvazione del rendiconto (art. 1135 c.c., n. 3): può accantonarlo, imputarlo alle rate dell’anno successivo o restituirlo pro quota.
Esempio: rendiconto con 5.000 euro di quote non incassate e 3.000 euro di fatture da saldare; i primi figurano tra i residui attivi, le seconde tra i passivi.