Il trattamento dei dati personali in condominio è regolato dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e dal Codice privacy (d.lgs. 196/2003, modificato dal d.lgs. 101/2018). Nella gestione condominiale si trattano dati anagrafici, catastali, contabili e talvolta dati particolari, che possono essere usati solo per finalità di amministrazione e nei limiti di quanto necessario. Il Garante ha pubblicato nel 2013 il vademecum «Il condominio e la privacy», precedente al GDPR, e il 10 aprile 2025 ha avviato una consultazione pubblica (provv. n. 209) su un documento di indirizzo che distingue i trattamenti in cui l’amministratore è titolare, come la tenuta dei registri imposti dalla legge, da quelli in cui agisce come responsabile per conto del condominio; dalle fonti consultate il documento non risulta ancora adottato in via definitiva.
Alcune regole pratiche sono consolidate: i dati sui morosi non vanno affissi in bacheca né comunicati a estranei, ma possono essere conosciuti dagli altri condomini nell’ambito della gestione e comunicati ai creditori che li richiedono (art. 63 disp. att. c.c.); la videosorveglianza richiede delibera, informativa e tempi di conservazione definiti. Esempio: l’avviso in bacheca deve parlare di «posizioni non regolari», senza nomi. La disciplina è in evoluzione: per i casi concreti è opportuno rivolgersi all’amministratore o a un consulente privacy.