Ogni condomino fa valere nella propria dichiarazione, in proporzione alla quota pagata e di regola in dieci quote annuali, le detrazioni per i lavori sulle parti comuni. Per le spese 2026 le agevolazioni principali sono tre: bonus ristrutturazioni (art. 16-bis TUIR), ecobonus (art. 14 DL 63/2013) e sismabonus (art. 16 DL 63/2013). La legge di bilancio 2026 (legge 199/2025, comma 22) ha prorogato per tutto il 2026 le aliquote del 2025: 50% per la quota del proprietario o titolare di diritto reale su un’unità adibita ad abitazione principale, 36% negli altri casi. Per il 2027 sono previsti il 36% e il 30%; il ddl di bilancio 2027 (Consiglio dei ministri, 28 ottobre 2026) propone, per ora senza effetto, di confermare 50% e 36%.
Sono invece terminati il superbonus per i condomini (ultima aliquota 65% nel 2025, salvo i crateri sismici), il bonus barriere al 75% (spese fino al 2025), il bonus facciate (2022) e il bonus verde (2024). Cessione del credito e sconto in fattura sono bloccati dal 2023. Dal 2025 le caldaie a soli combustibili fossili non sono agevolate e chi ha redditi oltre 75.000 euro incontra un tetto alle detrazioni (art. 16-ter TUIR).
Esempio: per il tetto pagato nel 2026 il condomino residente proprietario detrae il 50% della quota, chi affitta l’appartamento il 36%. Il caso va valutato con il commercialista.