cappotto termico

Il cappotto termico è il rivestimento isolante applicato sulle pareti esterne per ridurre le dispersioni. Per il codice civile è un’opera per il contenimento del consumo energetico (art. 1120, comma 2, n. 2, c.c.), approvabile con la maggioranza degli intervenuti e almeno metà del valore dell’edificio; se l’intervento è individuato da APE o diagnosi energetica basta un terzo del valore (art. 26, comma 2, legge 10/1991). Restano i limiti dell’art. 1120, comma 4: l’opera non deve pregiudicare stabilità e sicurezza né alterare il decoro architettonico. La spesa si ripartisce di regola per millesimi di proprietà.

Sul piano edilizio, l’art. 14 del d.lgs. 102/2014 consente di derogare alle distanze minime e alle altezze massime previste dalle norme nazionali, regionali e comunali entro i limiti del maggiore spessore delle murature, se l’isolamento riduce di almeno il 10% i limiti di trasmittanza. Negli edifici di altezza antincendio pari o superiore a 12 metri, il rifacimento di oltre il 50% delle facciate impone di valutare la sicurezza antincendio dell’involucro secondo il DM 25 gennaio 2019. Per esempio, un cappotto su un edificio di dieci piani richiede materiali e fasce tagliafuoco scelti dal progettista anche in funzione di questa regola.