Sono molte le domande che affliggono in questo periodo gli amministratori di Condominio, prima fra tutte – visto il recente provvedimento emesso dal Presidente del Consiglio avv. Conte il 22.03.2020 – se la categoria rientri tra quelle coinvolte dalle recenti restrizioni e divieti.
A tal proposito l’Anaci (l’associazione nazionale degli amministratori condominiali) ha inviato al Presidente del Consiglio in data odierna una richiesta di chiarimento sull’emanato provvedimento, che allo stato escluderebbe dall’operatività – gli amministratori di condominio.
Una deroga a favore di tale categoria si giustificherebbe col fatto che gli amministratori di condominio svolgono – ancor più in questo particolare periodo di emergenza – un ruolo fondamentale per la collettività degli amministrati, costretti – in virtù di tale contingenza – ad una domiciliazione forzata h. 24 ed esposti alle fisiologiche inefficienze funzionali che assillano le realtà condominiali.
Poter garantire quindi un presidio, che garantisca la continuità delle manutenzioni laddove necessarie (si pensi al blocco degli impianti ascensori, ai guasti che richiedono tempestivo ripristino, o anche solo al monitoraggio sull’impiego da parte delle imprese dei DPI – dispositivi di protezione individuale) giustificherebbe la previsione di una deroga per ammettere la nostra categoria tra quelle autorizzate ad operare, anche solo per non andare ad impattare ulteriormente su Enti (quali Protezione civile, VV/FF, Autorità Locali ecc..) impegnati in questo delicato momento a dover concentrare le proprie energie su casi più drammatici.
Fino ad allora e in attesa che vengano meglio chiariti i contenuti dell’ordinanza, Amministrazione Scarpellini garantirà continuità del servizio operando da remoto.


